Planisium, il gusto colto della Puglia a Roma
Cosa hanno in comune Puglia e Lazio? Apparentemente due universi differenti. Da una parte la luce assolata delle masserie, il vento dei Monti Dauni e i grandi rossi del Sud; dall’altra Roma, la sua monumentalità e quella cucina popolare divenuta patrimonio identitario. In realtà entrambe condividono la stessa anima mediterranea fatta di convivialità, cultura agricola e centralità del vino.
È da questo incontro che nasce Planisium Bistrò, raffinato indirizzo gastronomico a pochi passi da Piazza di Spagna, dove la tradizione pugliese dialoga con alcuni capisaldi della cucina romana in un equilibrio elegante e contemporaneo.
Già nel nome il locale custodisce un richiamo alla terra e alla memoria latina. “Planisium” evoca infatti la pianura, lo spazio aperto, la geografia agricola, quasi fosse il frammento di una mappa antica. Un nome che sembra raccontare il paesaggio ancora prima del vino e che affonda le sue radici nel territorio dei Monti Dauni e nei resti della villa romana rinvenuta nell’area di Selva Piana, nei pressi della tenuta.
Gli ambienti raccolti e ricercati del locale accolgono gli ospiti in una dimensione intima e culturale. Non è un caso proprio negli spazi di via dei Greci soggiornò infatti Franz Liszt, che qui trovò ispirazione durante la sua permanenza romana. Una memoria artistica che ancora oggi attraversa le sale del bistrot, trasformando la cena in un’esperienza che unisce gusto, racconto e atmosfera.
La proposta gastronomica guarda alla Puglia più autentica, in particolare ai Monti Dauni settentrionali, reinterpretandone i sapori senza tradirne l’identità. Accanto ai piatti della tradizione pugliese trovano spazio anche alcune preparazioni simbolo della cucina capitolina, in un confronto armonioso tra due territori che condividono una forte cultura della tavola.
Elemento distintivo del progetto è la carta vini. Da Planisium vengono servite esclusivamente le etichette della loro tenuta, Tenuta Planisium, scelta rara e identitaria che permette di raccontare il territorio senza mediazioni. In degustazione vitigni simbolo della Puglia come Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo e Fiano, attraverso etichette come “Noveducati”, “Humara”, “Capotorre”, “Montorso” e “Il Privilegiato”.
I nettari di Bacco proposti risultano estremamente puliti, eloquenti e territoriali. Alcuni, come il Puglia IGP Spumante Brut Nero di Troia Noveducati 36 mesi 2021, rasentano la perfezione: beverino, chic, accattivante, capace di coniugare verticalità ed eleganza con una sorprendente finezza gustativa. Il Puglia IGP Rosso Negroamaro Capotorre 2022 seduce invece con un bouquet intenso e persistente, profondo ma mai ridondante, mentre il Puglia IGP Rosato Nero di Troia Briele 2024 colpisce per delicatezza e precisione aromatica, in cui i piccoli frutti rossi sembrano trasformarsi in petali.
Alle spalle del progetto emerge una filosofia agricola precisa, orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione del terroir dei Monti Dauni. I vigneti si estendono infatti a circa 700 metri d’altitudine nel Subappennino Dauno, una delle aree più sorprendenti della viticoltura pugliese, caratterizzata da forti escursioni termiche e ventilazione costante.
Fondamentale il lavoro tecnico affidato all’enologo Alessandro Leoni, affiancato dalla consulenza del professor Marco Esti del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia, figure che contribuiscono a definire vini di forte identità territoriale ma dallo stile contemporaneo.
Planisium Bistrò riesce così a compiere un’operazione rara: portare la Puglia nel centro di Roma senza trasformarla in stereotipo folkloristico. Lo fa attraverso una cucina misurata, vini di alta qualità e un’idea di ospitalità colta ma autentica, dove ogni elemento sembra raccontare il legame profondo tra territorio, memoria e cultura mediterranea.





