Presentato “Ermione Vite & Vite – Fermenti femminili” a Villa Cavalletti

Ci sono luoghi che non ospitano semplicemente una presentazione, ma diventano parte del racconto. Per questo è stata per me un’emozione particolare presentare Ermione Vite & Vite – Fermenti femminili nella suggestiva cornice di Villa Cavalletti a Grottaferrata, una dimora storica immersa tra vigneti, uliveti e memoria.

L’incontro è stato arricchito dalla presenza di Florinda Nardi e Jacopo Nanni, che hanno saputo accompagnare il pubblico in una lettura profonda dei temi affrontati nel libro. Florinda Nardi, studiosa di letteratura e attenta interprete delle dinamiche culturali e sociali che attraversano la scrittura contemporanea, ha evidenziato la complessità delle figure femminili raccontate nel volume, soffermandosi sul loro valore simbolico e sulla capacità della narrazione di restituire voce a donne spesso relegate ai margini della storia.

Jacopo Nanni, con il suo approccio critico e la sua sensibilità verso il dialogo tra cultura, territorio e identità, ha contribuito a mettere in luce il ruolo del vino come elemento narrativo e storico, capace di attraversare epoche diverse e di diventare chiave di lettura delle trasformazioni sociali e culturali.

Tra le protagoniste dell’opera vi è anche Tiziana Torelli, figura che ho scelto di raccontare perché rappresenta una testimonianza autentica del mondo del vino contemporaneo, vissuto con passione, competenza e visione. La sua presenza nel libro si inserisce in quel mosaico di storie femminili che, dall’antichità ai giorni nostri, mostrano come il vino possa essere strumento di emancipazione, conoscenza e consapevolezza.

Presentare il libro in un luogo come Villa Cavalletti ha assunto un significato speciale. Qui, dove storia, cultura del territorio e tradizione vitivinicola convivono da secoli, le pagine di Ermione Vite & Vite Fermenti femminili hanno trovato una naturale risonanza. È stato un momento di confronto intenso, nel quale il vino si è confermato non soltanto una bevanda, ma un linguaggio capace di custodire memoria, identità e storie di donne che meritano di essere ascoltate.

Portare la voce di Ermione tra queste mura antiche è stato, per me, un modo per ricordare che ogni territorio conserva racconti preziosi e che, come il vino, anche le storie hanno bisogno del tempo giusto e delle persone adatte per essere comprese fino in fondo.

“Il vino conserva la memoria della terra; le donne quella del tempo.”

Vivas!