Big Friends Rome: Borgogna e Sauternes nel segno dell’eleganza

Ci sono cene che saziano e altre che raccontano una storia. Quella andata in scena da Big Friends Rome lo scorso venerdì, nel cuore del quartiere Appio, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un percorso gastronomico costruito con intelligenza, dove ogni piatto ha trovato nel vino non un semplice accompagnamento, ma un interlocutore capace di amplificarne aromi, consistenze e sfumature.

A dirigere l’orchestra culinaria è stato il talentuoso chef Antonio Grigoletto, mentre l’accoglienza e il servizio dei vini hanno portato la firma di Luky Lucian, bartender di rara sensibilità e del competente sommelier Miro Caruso che sceglie gli abbinamenti sempre in modo perfetto. Un trio che dura da anni e che ha dato vita a una realtà ormai consolidata della ristorazione romana, dove cucina, mixology e cultura del vino convivono in perfetto equilibrio.

L’intero menu è stato pensato attorno al mare, con preparazioni essenziali, pulite, capaci di valorizzare la materia prima senza mai eccedere in tecnicismi. Una filosofia che ha trovato naturale completamento in una selezione di etichette francesi di assoluto prestigio.

L’apertura è stata affidata a quattro antipasti: ostrica Fine de Claire con fragole, ostrica Fine de Claire con melone, carpaccio di salmone con anguria, menta e zest di lime e crostino di polenta con gamberi in saor. Piatti accomunati da una notevole freschezza, dove la dolcezza della frutta dialogava con la sapidità marina in un gioco di contrasti mai forzato. Ad accompagnarli un Grand Régnard Blanc de Blancs Brut, metodo classico ottenuto da Chardonnay in purezza. La bollicina, fine e persistente, esprimeva eleganti profumi di agrumi, mela verde e fiori bianchi, sostenuti da una piacevole vena minerale che puliva il palato dopo ogni assaggio. Molto beverino. Un abbinamento capace di esaltare sia la delicatezza delle ostriche sia la leggera componente grassa del salmone.

Il percorso è proseguito con gli strozzapreti fatti in casa ai calamari, menta e mandorle, probabilmente il piatto più gudurioso, per alcuni, della serata. La pasta fresca offriva una piacevole consistenza, mentre la tendenza dolce naturale del calamaro trovava vivacità nella menta e profondità nella componente oleosa della mandorla. Nel calice arrivava il Grand Régnard Chablis, una delle etichette simbolo della Maison Albert Pic, storica realtà fondata nel XVIII secolo e oggi appartenente al gruppo guidato da Patrick de Ladoucette. Il vino, ottenuto esclusivamente da Chardonnay coltivato sui celebri suoli kimmeridgiani di Chablis, esprimeva tutta la personalità del territorio: note di mela matura, frutta gialla, pietra focaia e una marcata impronta minerale. Fresco, verticale e di grande precisione, sosteneva il piatto senza coprirne la delicatezza, confermando come Chablis rimanga uno dei migliori compagni della cucina di mare.

Il secondo proponeva un trancio di ricciola alla griglia con ratatouille. Molto buono. Una scelta che poteva apparire inconsueta in abbinamento a un vino rosso, ma che si è rivelata sorprendentemente convincente. La cottura alla brace donava infatti alla ricciola maggiore struttura aromatica, mentre la ratatouille aggiungeva una componente vegetale e leggermente speziata. Il calice ospitava il Mercurey “La Framboisière” Monopole del Domaine Faiveley, storica maison borgognona fondata nel 1825 e oggi tra le più autorevoli interpreti della Côte Chalonnaise e della Côte d’Or. “La Framboisière” rappresenta uno dei rarissimi monopole della denominazione Mercurey: un climat di proprietà esclusiva della famiglia Faiveley dal 1933. Il Pinot Nero offriva un bouquet elegante di lampone, ribes, ciliegia, scatola di sigari, pepe nero e leggere sfumature speziate, con tannini setosi e discreta freschezza che rendevano l’abbinamento con la ricciola sorprendentemente armonico, dimostrando come un rosso borgognone, se dotato di finezza, possa dialogare efficacemente anche con alcune preparazioni ittiche.

A chiudere il percorso, un classico profiterole con crema chantilly, ganache al cioccolato fondente e zest di arancia. L’abbinamento con il Château Les Justices Sauternes 2022 ha rappresentato il finale ideale. La famiglia Médeville è tra le interpreti più apprezzate della denominazione Sauternes, dove la muffa nobile, la Botrytis cinerea, concentra zuccheri e aromi nelle uve. Ottenuto prevalentemente da Sémillon, con il contributo delle altre varietà tradizionali bordolesi, il vino regalava profumi di miele d’acacia, albicocca, pera, mela cotogna e fiori bianchi. La sua dolcezza, mai eccessiva grazie a una viva acidità, bilanciava perfettamente l’intensità del cioccolato fondente e la freschezza agrumata dell’arancia, evitando qualsiasi sensazione di stucchevolezza.

L’aspetto forse più interessante della serata è stato proprio il filo conduttore della degustazione: un viaggio attraverso alcune delle più importanti denominazioni francesi, dalla Borgogna settentrionale di Chablis alla Côte Chalonnaise, fino al prestigioso Sauternes, raccontate non soltanto nel bicchiere ma anche attraverso brevi approfondimenti sulle maison produttrici. Un modo intelligente per trasformare una cena in una vera esperienza di cultura enologica.

Big Friends Rome conferma così la propria identità: un locale dove la cucina dello chef Antonio Grigoletto trova naturale complicità nella professionalità di Luky Lucian, capace di costruire una proposta beverage all’altezza dei piatti. Non soltanto una cena, dunque, ma un percorso sensoriale in cui gastronomia e vino parlano la stessa lingua, quella dell’equilibrio, della ricerca e della qualità.