Enoturismo, il vino come esperienza: presentato a Roma il nuovo volume dedicato all’accoglienza in cantina

La cornice istituzionale di Palazzo Giustiniani ha ospitato la presentazione di Vino & Turismo. Teoria e pratica dell’enoturismo in cantina, pubblicazione edita da Agra Editrice e curata da Sergio Auricchio. Il volume, firmato da Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini, rappresenta uno strumento di approfondimento dedicato a uno dei fenomeni più dinamici del turismo contemporaneo.

L’iniziativa, promossa dal CESEO – il Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici dell’Università LUMSA – ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle principali organizzazioni del settore vitivinicolo. Ad aprire l’incontro è stato il senatore Pier Ferdinando Casini, mentre il confronto è stato arricchito dagli interventi di autorevoli protagonisti del comparto.

Particolare rilievo hanno assunto le considerazioni del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha indicato il turismo del vino come uno degli strumenti più efficaci per ampliare e qualificare l’offerta nazionale. Il connubio tra vigneti, paesaggio, arte, cultura e tradizioni gastronomiche costituisce infatti uno dei principali elementi distintivi dell’Italia agli occhi dei visitatori internazionali.

Anche il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, attraverso un videomessaggio, ha sottolineato come il legame tra produzione agroalimentare e turismo rappresenti un patrimonio strategico per il Paese. Secondo il ministro, vino e accoglienza territoriale sono componenti inseparabili di un unico sistema capace di raccontare l’identità italiana nel mondo.

L’opera nasce dall’attività di ricerca sviluppata dal CESEO in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, realtà che da anni monitora l’evoluzione dell’ospitalità nelle aziende vitivinicole. A guidare il dibattito è stato Federico Quaranta, volto noto della RAI, affiancato dagli autori e da importanti esponenti del settore, tra cui Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, il rettore della LUMSA Francesco Bonini e Paul Wagner, collegato dagli Stati Uniti e considerato uno dei massimi specialisti internazionali della wine hospitality.

Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di una formazione sempre più qualificata. L’enoturismo non rappresenta più soltanto un’attività complementare alla produzione vitivinicola, ma una vera leva economica capace di generare occupazione, promuovere i territori e creare nuove opportunità di reddito per le aziende agricole.

Partendo da questa consapevolezza, il manuale affronta sia gli aspetti teorici sia quelli operativi dell’accoglienza in cantina, offrendo indicazioni concrete a studenti, professionisti e produttori. Particolare attenzione viene riservata all’evoluzione delle richieste dei visitatori, sempre più orientati verso esperienze immersive, personalizzate e autentiche.

I numeri confermano la crescita del fenomeno. In Italia migliaia di aziende vitivinicole aprono regolarmente le proprie porte ai visitatori e il flusso complessivo supera ormai i venti milioni di presenze ogni anno. Parallelamente aumenta la richiesta di personale specializzato nelle lingue straniere, nella comunicazione, nell’organizzazione di eventi e nelle strategie di marketing digitale.

Tra le principali criticità individuate dagli studi del CESEO emerge il tema dell’accessibilità. Se la capacità di attrarre visitatori appare ormai consolidata, la sfida futura consiste nel facilitare il contatto tra turista e azienda, sia attraverso infrastrutture adeguate sia mediante strumenti digitali sempre più efficienti.

L’enoturismo contemporaneo, inoltre, sta progressivamente ampliando i propri confini. La degustazione rimane centrale, ma viene sempre più integrata da attività all’aria aperta, percorsi dedicati al benessere, iniziative culturali e proposte orientate alla sostenibilità ambientale. Un’evoluzione ben rappresentata dalle più recenti edizioni di Cantine Aperte, manifestazione che continua ad attirare decine di migliaia di partecipanti.

Non manca infine uno sguardo oltre i confini nazionali. Il volume dedica ampio spazio alle esperienze internazionali, offrendo spunti di confronto utili per rendere l’offerta italiana sempre più competitiva in un mercato globale.

Il messaggio che emerge dalle pagine del libro è chiaro: il futuro del turismo del vino passa attraverso professionalità, innovazione e capacità di trasformare una semplice visita in un’esperienza memorabile. In questo scenario, l’accoglienza non è più un servizio accessorio, ma uno degli investimenti strategici più importanti per la crescita delle cantine e dei territori.