D’OPERA: quando Amarone e Parmigiano Reggiano raccontano l’eccellenza delle DOP europee
Roma ha ospitato uno degli appuntamenti più rappresentativi del progetto europeo D’OPERA – Quality Heritage of Europe, iniziativa triennale (2025-2027) cofinanziata dall’Unione Europea e promossa dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella e dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Un progetto che nasce per valorizzare due autentiche icone dell’agroalimentare italiano e per sensibilizzare i consumatori europei sul valore delle produzioni certificate. Non soltanto prodotti di eccellenza, ma veri patrimoni culturali che raccontano territori, tradizioni, competenze artigianali e sostenibilità.
Il nome stesso del progetto racchiude il suo significato più profondo. “D’OPERA” richiama infatti sia l’idea di un’opera armonica, frutto di conoscenze e saperi tramandati nel tempo, sia l’acronimo DOP, Denominazione di Origine Protetta, simbolo europeo di autenticità, qualità e legame indissolubile con il territorio di origine.
A guidare il workshop romano sono stati Adua Villa e Alessandro Stocchetti, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale capace di evidenziare come vino e formaggio possano dialogare attraverso equilibrio, struttura e complessità aromatica.
Protagoniste della degustazione cinque etichette rappresentative della Valpolicella, abbinate a tre differenti stagionature di Parmigiano Reggiano.
L’esperienza si è aperta con il Valpolicella DOC 2024 della Famiglia Furia e il Valpolicella DOC 2024 di Zeni 1870, vini caratterizzati da freschezza, immediatezza e fragranza fruttata. Entrambi sono stati accostati a un Parmigiano Reggiano di 30 mesi, stagionatura che esprime ancora una certa morbidezza e note lattiche ben integrate con sentori di burro fuso e frutta secca delicata. L’incontro ha evidenziato una piacevole armonia tra acidità, sapidità e dolcezza naturale del latte.
Il percorso è proseguito con due interpretazioni di Valpolicella Ripasso DOC Superiore 2021: il Campi Magri di Camerani Marinella e il Rocca Sveva. Vini più strutturati e complessi, caratterizzati da maggiore concentrazione, speziatura e profondità gustativa, che hanno trovato il loro naturale complemento in un Parmigiano Reggiano di 48 mesi. La lunga maturazione del formaggio ha esaltato le note evolutive dei vini, creando un dialogo fatto di intensità, persistenza e sfumature aromatiche sempre più articolate.
Gran finale con l’Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2014 di Secondo Marco, vino simbolo del territorio veronese, ottenuto attraverso l’antica tecnica dell’appassimento. La sua straordinaria ricchezza aromatica, fatta di ciliegia sotto spirito, spezie dolci, cacao e tabacco, è stata accompagnata da un eccezionale Parmigiano Reggiano di 90 mesi. Un abbinamento raro, quasi meditativo, dove la friabilità del formaggio, le sue intense note di frutta secca, brodo di carne e umami hanno incontrato la complessità e l’eleganza dell’Amarone in un connubio di grande personalità.
L’evento ha rappresentato in modo esemplare la filosofia di D’OPERA: mostrare come le denominazioni protette non siano semplicemente marchi di qualità, ma sistemi produttivi complessi che custodiscono biodiversità, tradizioni e conoscenze tramandate da generazioni.
Da un lato il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, che rappresenta una filiera composta da oltre 2.200 aziende agricole e circa 8.600 ettari vitati nel territorio veronese, promuovendo al contempo importanti progetti di sostenibilità ambientale. Dall’altro il Consorzio del Parmigiano Reggiano, fondato nel 1934, che tutela uno dei formaggi più conosciuti al mondo, prodotto ancora oggi secondo tecniche tradizionali e sottoposto a rigorosi controlli qualitativi.
Attraverso workshop, degustazioni, fiere internazionali e attività formative in Italia, Francia e Germania, il progetto intende rafforzare la consapevolezza dei consumatori europei sul valore delle certificazioni DOP, DOC e DOCG, strumenti fondamentali per garantire tracciabilità, sicurezza alimentare e autenticità.
In un mercato sempre più globale, iniziative come D’OPERA ricordano che dietro ogni denominazione esistono persone, territori e storie. E che scegliere una DOP significa sostenere non soltanto un prodotto di qualità, ma un patrimonio culturale europeo che merita di essere conosciuto, tutelato e tramandato.
