Sassaia: sorsi solari, setosi, scintillanti…

Sono del periodo Neolitico le prime tracce archeologiche presenti nella regione Piemonte, il cui nome significa ai piedi dei monti. Regione ricca che negli anni si è saputa affermare specialmente dal punto di vista vitivinicolo. Diverse le aree destinate alla coltura della vite che resta il fiore all’occhiello italiano. Colline sinuose, squarci naturali che vagheggiano la potenza divina, varietà di grapes invidiabile. Numerose le cantine che producono Nebbiolo, indiscusso faraone, noto in tutto il mondo, sul quale generazioni di vignaioli hanno discusso, litigato, creando delle vere e proprie tendenze di pensiero. Negli ultimi anni si è affermato un vitigno a bacca bianca diventando un reale antagonista del Cortese: il Timorasso. Grappolo della provincia di Alessandria, dall’esigua produzione, per anni dimenticato, oggi torna prepotentemente alla ribalta grazie anche alla sua discreta predisposizione all’invecchiamento, alla struttura, alla buona freschezza.

Tra i produttori emerge la cantina Sassaia di Capriata d’Orba (AL), capeggiata da un attento e scrupoloso Enrico de Alessandrini dai principi nostrani e la visione cosmopolita. Ha creato una vera e propria oasi di vini identificabili risentendo dell’avanguardia americana, la conoscenza francese di Pierre Naigeon, produttore di quinta generazione di Gevrey Chambertin in Borgogna e consulente, il suolo e il clima italiano. Una realtà che respira internazionalità.  

Il nome sassaia deriva proprio dalla presenza dei sassi nella zona che appare baciata dal sole, accarezzata dal vento e sembra riportare Enrico in una dimensione recondita, fanciullesca nella quale dimostrare le sue doti artistiche, visto che trascorre parte dell’anno in America. Lo trasforma in un pittore italiano che attinge dalla tavolozza per disegnare il Timorasso Derthona Colli Tortonesi 2021 ancora da imbottigliare, un privilegio sorseggiarlo. Un giallo paglierino investe le narici con note di pesca bianca, soave margherita, buccia di limone che in bocca si concretizzano lasciando una lunga e appagante scia sapida. Un infanticidio, vista la giovane età di un puledro che scalcia e promette bene. Più estroversa al naso è l’annata 2020 dal colore prezioso. Albicocca, miele di sulla, mallo di noce, susina gialla, sbuffi di zafferano accarezzano il palato come una crema al limone. Entrambi gli assaggi camminano su un soave tappeto di cherosene.

Perfettamente corrispondenti il naso e la bocca dello Chardonnay 2021 dalla fermentazione in legno. Un seducente morso di pera acerba Abate, lime, citronella, note erbacee come salvia ed eucalipto generano un gusto raffinato dal quale non si smetterebbe mai di abbeverarsi.

L’Alfa Rosè 2021 (100% Nebbiolo) dalle nuance rosa pesca che sosta solo in acciaio è una scoperta. Melagrana, litchi, ribes danzano come le Ore descritte nella poesia All’amica risanata di Ugo Foscolo su un arazzo di foglie di amarena. Freschezza è la parola chiave.

Il Dolcetto 2021 è l’emblema di chi sa produrre l’ οἶνος. Un rosso granato che abbraccia sia acciaio che legno disegna sul calice archetti espressivi che tingono di granato una collina che profuma di curcuma, pepe nero, marasca, humus, erba appena tagliata. In bocca i tannini sono morbidissimi, un velluto accarezza la superficie in maniera armonica e inebriante. Chic.

Il Monferrato Rosso 2021 (Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Syrah) dalle sfumature allettanti e purpuree concede un bouquet generoso di chiodi di garofano, scatola di sigari, polvere di caffè, coriandolo, cuoio. Tannini laccati, compagni ideali di un buon pasto, rinvigoriscono l’assaggio.

Sassaia ha la capacità di emozionare, creare, allettare… L’acciaio, il legno e l’anfora sono utilizzati in modo superbo. Pulizia dei sorsi, armonia ed equilibrio sono le basi di una cantina dal futuro roseo, fecondo.

Sassaia… Sorsi solari, setosi. Sassaia un salto, una sfida verso un ignoto scintillante…