Vite Colte sfila a Big Friends Rome

La parola cultura deriva dal verbo latino colere (coltivare) … Proprio da qui nasce il connubio tra cultura e natura. L’erudito è colui il quale si nutre di conoscenza proprio come la bella Italia che vanta un patrimonio artistico e naturale come pochi. Le venti regioni, dalle molteplici sfaccettature, sfilano per bellezza e ricchezza anche di uve.

Impossibile non riconoscere la notorietà del Piemonte, fiore all’occhiello del lungo Stivale, meta ambita da turisti, winelover, amanti delle lunghe passeggiate e dei paesaggi mozzafiato. Su questo suolo nascono personaggi come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio che regalano ancora più prestigio al territorio. Come non pensare che due penne così celebri non potessero ispirare anche la produzione del vino. Così tra letteratura e natura nasce la cantina Vite Colte proprio nella terra del Barolo. Realtà consolidata che rende il Nebbiolo erudito, la Barbera un foglio, il Barbaresco una matita, il Dolcetto una gomma, la Malvasia un pennello… Strumenti con i quali creare, sfogarsi, liberarsi. In questi giorni nell’ormai noto locale romano Big Friends Rome di via Elvia Recina, 24 è stato possibile sorseggiare i nettari “eruditi” in compagnia dello storyteller Rosario Ruffo,  del professionale Luky Lucian e dello chef Antonio Grigoletto. Un connubio di sapori, cultura, leggerezza che ha reso la serata piacevolmente colta… Proprio come le bottiglie. Ostriche, tartare di salmone, anguria e timo icontrano l’Alta Langa DOCG (Pinot nero 80%, Chardonnay 20%) che sosta 36 mesi sui lieviti e nasce da grappoli che osservano il mare da 500 metri di alterezza;

Acquadelle fritte al profumo di lime, Strozzapreti con orata, pachino e crema di piselli si esaltano con il Tra donne sole (Sauvignon 85%, Chardonnay 15% con un leggero passaggio in barrique); la Barbera d’Asti Superiore, in bottiglia di 6 litri, trova la sua esaltazione con la Ricciola alla griglia con purè di patate all’olio evo e polvere di liquirizia; il Piemonte Moscato Passito Doc Bella Estate, dalla maturazione quasi tardiva, prende pace accompagnato da un Semifreddo alla nocciola con amaretto croccante. La scrittura dello chef Antonio Grigoletto, incontra l’erudizione dei nettari che si ispirano a uno dei più tormentati autori della letteratura italiana.