Perché bere Ricci Curbastro…

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Tante le bottiglie che si stappano tra Natale e Capodanno. Per buon augurio, vanità, desiderio, passione per il vino. Da diversi anni si è diffuso un eccellente  sparkling wine , tutto italiano. Zona di eccezione? La Franciacorta, ovviamente…

che si estende tra Brescia e il Lago d’Iseo. Il nome ancora di origine incerta, con più probabilità si rifà al fatto che quest’aerea fosse franca, ossia scevra, dal pagare dazi o tributi imposti dall’impero carolingio. Suolo di origine morenica, gode di peculiarità uniche. Il clima è temperato per la presenza del bacino del Lago d’Iseo e i venti provenienti dalla Val Canonica. Le uve sono Pinot nero, Pinot bianco e Chardonnay. Si segue il metodo classico, ovvero la rifermentazione in bottiglia e ciascuna azienda esprime assieme alla tecnica la propria personalità.

Tra le ormai numerose etichette spicca l’azienda agricola Ricci Curbastro, arrivata alla diciassettesima generazione del vino. A rappresentare, oggi, la famiglia è Riccardo. Uomo affascinante, risoluto, dalle molteplici risorse, quando descrive i suoi vini dice: “ Ognuna delle nostre creazioni è diversa, per cui è necessario godere del nettare in base a ciò che si cerca in quel determinato momento. Mi piace che le nostre bottiglie siano paragonate, degustate con le altre perché è l’avventore che deve percepire la differenza. Mi aggrada l’abbinamento tra il Dosaggio Zero Gualberto e le ostriche oppure o l’Extra Brut abbinato al pesce crudo. Agli amanti della selvaggina suggerirei il Curtefranca rosso, entrambi i sapori si esaltano reciprocamente. Forse la bottiglia alla quale sono maggiormente legato è la Guadalberto. Per la caparbietà che ho dimostrato nel volerla realizzare”.

E’ vero Gualberto ( Pinot nero – Chardonnay ), ha una marcia in più. Non perché sia migliore degli altri, ma per il ricordo indelebile che lascia a chi lo assaggia. Fresco, persistente, armonico, si ha la necessità di goderne un altro calice, perché di godimento si tratta. Per gli amanti dell’eleganza è da assaggiare il Satèn Brut ( Chardonnay 100% ). Le bollicine sono vellutate, aromi fruttati inondano il naso con eleganza e stile. Un vino maggiormente diretto, adatto per gli antipasti e per chi desidera far capire che si tratta solo di un ottimo incipit l’Extra Brut ( Chardonnay – Pinot nero ) è perfetto…

Perché bere solo in questo periodo dell’anno? A voi un maggiore e più frequente appagamento con le bollicine di Ricci Curbastro!

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