Roberto Mangione e la Salsamenteria

mangioneUn luogo divenuto ormai una tappa obbligatoria di palati fini è La salsamenteria di Roberto Mangione della Capitale, ubicata in via dei Monti Parioli 31 b/c. L’orario? Inusuale: dalle 7.00 alle 15:00 e dalle 17:00 alle 22.30 se non oltre. Di cosa si tratta? Di un’esperienza che va fatta, di uno spazio che va visitato, di un personaggio che va conosciuto: Roberto Mangione. Colpisce la sua non convenzionalità, il suo essere diretto, anche troppo in alcune circostanze. Segue sempre il suo istinto. Intuisce la personalità degli avventori dai piccoli gesti. Desidera che il suo negozio offra prodotti che gli altri non hanno. Romano di nascita ma per metà abruzzese e per metà  pugliese segue, già dalla giovane età,  un negozio alimentare familiare, poi  a causa di alcune incomprensioni abbandona e si dirotta verso un supermercato per 5 anni. Successivamente capisce che è ora di lavorare in proprio e scopre che il negozietto di via dei Monti Parioli fa per lui. All’inizio lascia la struttura quasi intatta, poi la amplia. Dal 2011 in poi la salsamenteria inizia a divenire ciò che è oggi: bottiglie francesi di un certo livello, birre artigianali, prosciutti e formaggi da leccarsi i baffi ed una piccola zona dedicata ancora a detersivi e prodotti per la casa, tanto amata dai ritardatari che in caso di necessità si fiondano da Roberto perché conoscono i suoi orari.

Da dove nasce l’idea di organizzare delle degustazioni nel Suo negozio?

All’inizio per pubblicità ed erano anche gratuite. Poi ho capito che la gente, vista la gratuità non ne capiva il valore. Il costo della partecipazione, copre esclusivamente l’acquisto del prodotto offerto, i prezzi sono contenuti. Gli incontri, in genere, vanno bene. A luglio, ad esempio, si sono svolti 4 incontri sullo Champagne, sebbene il mese fosse per molti di ferie, sono andati benissimo.

Come sceglie le bottiglie per le quali è così conosciuto?

Qualcuno sostiene che abbia un buon istinto, è così. Cerco roba di qualità con un buon rapporto qualità prezzo… Frase abusata! Si può affermare una cosa del genere solo se si assaggia molto e si comprendono i prezzi , senza i termini di paragone non si conoscono gli strumenti per giudicare. Cerco le piccole realtà consolidate, mi piace acquistare i prodotti con gente che frequenta le vigne in caso di vini e gli animali in caso di formaggi.

Perché Lei è più preparato di alcuni sommelier?

Sono una persona curiosa: Assaggio, assaggio, assaggio. I sommelier, spesso, sono schematici e provengono da una formazione stereotipata, molto teorica. Le sfumature non consistono nel cercare la rosa canina nel calice, ma capire se il prodotto arriva, piace. Assaporo di tutto, non necessariamente nettari di un certo livello e di un determinato costo . Sorseggio vini che costano meno anche perché offrono spesso maggiori soddisfazioni . Difficilmente un vino costoso non è buono . La ricerca mi caratterizza. Amo scoprire cibi nuovi ed assaporarli . Non sono più bravo di un sommelier, ma più allenato . Il corso da sommelier non insegna tutto ma offre gli strumenti per farlo. L’abilità di capirlo sta negli allievi.

Un augurio a se stesso?

Spero che i miei sforzi quotidiani siano ripagati.  Avere un’attività commerciale è paragonabile ad una trincea. Mi piacerebbe che la gente degustasse senza troppi problemi , stesse serena con se stessa. Non cercare nel cibo e nel vino chissà quali cose. Sono lieto che chi frequenta il negozio sa quando entra ma non sa quando esce perché qui si trascorre il tempo piacevolmente. La gente, anche se non si conosce, socializza. Il mio è un luogo nel quale le persone tornano ad essere loro stesse.

 

Recatevi e lo scoprirete!

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