Assaggi lombardi con Golosaria

Weekend all’insegna dei nettari lombardi grazie a Golosaria. Le uve della regione in tutte le loro declinazioni nella piccola e graziosa cornice dell’Hotel Melià. Cinque le DOCG: Franciacorta a sud del Lago d’Isea nel Bresciano; Oltrepò Pavese Metodo Classico nella provincia di Pavia; Scanzo o Moscato di Scanzo nel comune Scanzorosciate; Sforzato o Sfursat di Valtellina, in provincia di Sondrio; Valtellina Superiore con le note sottozone di Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

Numerose le cantine giunte alla kermesse e ancora di più gli avventori.

Tra le bottiglie in degustazione la Bonarda Doc Fatum 2021 di Maggi Francesco. Un purpureo impenetrabile dall’unghia violacea echeggia un pout pourri di violetta, rosa canina su uno sfondo di piccoli frutti rossi, se si rotea il bicchiere le note dolciastre lasciano lo spazio al cuoio. Piacevolmente vivace in bocca.

Medesimo vitigno veste gli abiti di Gaggiarone Vigne Vecchie 2015 di Alziati Annibale ha dei lati femminili, ammiccanti nei quali sfilano lampone, rabarbaro, ciliegia, sbuffi di curcuma. Il sorso è setoso, epilogo smaltato che sfocia nella succulenza di un mon chéri.

Un rubino impenetrabile occupa il calice de I Vignaioli del Buttafuoco Storico 2016. Pepe nero, ciliegia matura, echi ematici, un vezzoso ribes concedono un assaggio lievemente tannico. Finale di frutta secca.

Il Siliquastro Sangue di Giuda di Calatroni 2020 (Barbera 40%, Croatina 40%, Uva Rara 20%) allieta naso e palato. A tratti mosto, pesca rossa, lamponi, piccole fragoline. Il sapore è delicato, equilibrato, sembra di succhiare una caramella.