Go Wine presenta il Piemonte

Il Piemonte ha un fascino tutto suo… Chi avrebbe immaginato alcuni decenni orsono che questa regione costituita da tanta gente che occupava le campagne, abituata a cibarsi di polenta sarebbe riuscita a raggiungere un successo vitivinicolo planetario da far invidia anche agli altri Stati? Paesaggi mozzafiato, vigne vigorose su uno sfondo, a volte, nebbioso, calici sinuosi. Difficile trovare una cantina non all’altezza della media.

In questi giorni nell’accogliente cornice dell’Hotel Melià del capoluogo lombardo l’associazione Go Wine ha organizzato un evento di Barolo, Barbaresco & Roero. Sorsi scelti delle cantine piemontesi tutti da gustare e descrivere. Oltre 30 le cantine protagoniste.

Tra i calici da menzionare spiccano l’azienda agricola Brinc Cenciurio per la schiettezza dei vini. La territorialità si avverte prima al naso poi al palato. Il liquido appare sincero senza fronzoli. I nettari presentano un’estrema abbinabilità al cibo. Il produttore è come loro: franco e sincero.

Una vera scoperta è Broccardo. Orazio con l’incipit: “Nunc est bibendum” che l’azienda ha adottato, certamente, avrebbe apprezzato i prodotti. Filippo, Laura e Federica sono la quarta generazioni di una famiglia abbarbicata alla tradizione proprio come le sue vigne alla terra. Il Barolo DOCG I tre Pais affinato in legno di rovere francese e di Slavonia, longevo è un nettare degli dei. Nitidezza dei sentori, verticalità in bocca, epilogo appagante è un vino riconoscibile e memorabile.

Se si desidera assaggiare l’individualità dei produttori è il caso di imbattersi nell’associazione Albugnano 549. Le vigne guardano le colline del Monferrato Astigiano e sono benedette dalla Basilica di Superga. Il numero 549 è l’altezza del comune di Albugnano. Ogni singola cifra ha anche un significato: il giorno 5 aprile si riuniscono 9 vignaioli provenienti da 4 comuni differenti. Dante avrebbe attribuito al 9 anche un alone divino visto che oggi i membri dell’associazione sono di più e si tratta di un multiplo del tre. Sono 44 gli ettari interessati al progetto, 14 le cantine, tutte differenti. Impossibile non trovare il proprio amante.

Montalbera si conferma la migliore produttrice di Ruché. Laccento è una signora curvilinea e estroversa dalle nuance purpuree che ha poche eguali. Piccoli frutti rossi, pepe nero, in bocca si trasformano in un mirtillo succoso dalle disparate sfumature. Pura sensualità. Davvero l’apostrofo rosa di una citazione amorosa.

Chi produce dei sorsi interranti differenti tra loro è l’Azienda Vitivinicola Piazzo Comm. Armando. Realtà familiare di Alba. Sogno di Armando Piazzo e Gemma Veglia che hanno creduto nelle loro forze. Oggi ad occuparsi delle vigne la loro cara figlia Marina assieme al marito Franco e alla loro prole, tutta al maschile, Simone e Marco. Nucleo familiare molto unito, tanto da decidere di mantenere i cognomi da entrambi i genitori.  I nettari appaiono predisposti all’invecchiamento. Il Nebbiolo è come loro: uno d famiglia.

Il nettare di Bacco è il mezzo attraverso il quale la memoria degli uomini permane accarezzando i sensi.