La tana del ghiro: tra sacro e profano


Estate, stagione di mare, sole, montagna ma anche di pellegrinaggi… Lunghe passeggiate verso un traguardo religioso al cui santo ci si rivolge in caso di necessità. Esistono mete sconosciute, poco valorizzate, copiose di storia e di fascino. San Sosti ( Cosenza ), 543 metri di altitudine. Su uno squarcio incontaminato della natura si erge il santuario – basilica della Madonna del Pettoruto. Si narra che un uomo, accusato ingiustamente di omicidio si fosse rifugiato in quest’area e che, durante il periodo di latitanza, avesse scolpito l’immagine di questa Madonna.
A pochi passi dal luogo mistico è presente un ristorantino dalla vista mozzafiato a conduzione familiare. Dietro i fornelli lo chef locrese Fabio Maria Torchia, in sala la moglie Loredana Marasco ( autoctona ) dal bell’aspetto e l’estro pittorico. La location è addobbata da quadri parlanti della donna. Scene di vita quotidiana rubate, assimilate e poi realizzate. L’atmosfera è serena, i cibi tipici della zona. Antipasti, primi piatti … Un connubio tra origini cosentine e reggine. Bergamotto, basilico, carne podolica hanno profumi e sapori originali.
La tana del ghiro è un luogo dove rifugiarsi… Ritrovare la pace con se stessi, la compagnia degli altri… E per chi ha fede… Il momento adatto per chiedere una grazia.

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