De Carlo, la Puglia e l’oro verde

Durante la colonizzazione dell’VIII sec. a. C. parte della popolazione greca per una serie di tangibili motivi si spostò nella parte meridionale del lungo Stivale costituendo così la Magna Graecia. Si pensa che i nuovi abitanti fossero così legati alle loro origini che innalzarono templi degni di essere visti oltre le coste. Le piante alle quali rimasero particolarmente affezionati erano la vite e l’ulivo. Entrambe affascinanti. La prima legata al culto di Dioniso, la seconda di Atena. Ulivo, albero maestoso , dalle radici profonde, dalle foglie che esprimono la pace e il volto rivolto a Dio. Tra le regioni nelle quali è presente in buona quantità emerge la Puglia. Tanti i frantoi e quasi tutti di qualità eccelsa. Lo dimostra anche l’elevato numero di riconoscimenti raggiunto in questo ultimo anno. La piccantezza e l’amarezza così criticate negli anni precedenti sembrano finalmente aver raggiunto il giusto merito, divenendo sinonimi di qualità. A dirlo è Marina De Carlo attualmente quindicesima e ultima generazione di una famiglia di produttori di nettare verde. “I miei antenati – dice – hanno dedicato la loro esistenza a questa terra non pensando di lasciarla neanche un attimo. Mia madre, per anni, si è spesa per diffondere la cultivar coratina, quando i tempi non erano ancora maturi e si guardava con sospetto il nostro prodotto, poiché meridionali e all’epoca poco conosciuti. Oggi, finalmente, tutto ciò è cambiato. Mi piacerebbe, però, che la cultura dell’olio fosse maggiormente diffusa. La mia famiglia la mattina, a partire dai miei figli, assaggia un cucchiaino di olio. La colazione migliore è del buon pane e un filo di questa prelibatezza. Produciamo cinque prodotti dei quali tre da utilizzare in modo più sfizioso e due che si possono usare quotidianamente. Zuppe di legumi, orzo perlato, bruschette si sposano perfettamente alle nostre bottiglie. Non tutti, però, sono a conoscenza del fatto che vicino ai nostri uliveti centenari sono presenti piante che oggi offriamo in dei deliziosi vasetti”. È vero! La varietà dei prodotti De Carlo è inusuale e stuzzicante. Carciofini, melanzane, pomodori, cime di rape sono invitanti e deliziosi. Quando si apre un singolo vasetto sembra di avvertire il prodotto appena colto. Per non parlare della varietà delle bottiglie. Colori, forme, idee regalo contengono il prezioso liquido che appare più come un unguento vezzoso che non vede l’ora di essere assaggiato. L’azienda è un luogo da visitare, un posto da conoscere e soprattutto è emozionante l’assaggio dei disparati articoli. Tutti estremamente vivaci e differenti tra loro.
Il tacco dello Stivale in tempi recenti sta dimostrando un orgoglio inusuale, un attaccamento alla terra ammirevole. Gli iscritti alla facoltà di Agraria aumentano sempre più. Ciò che, però, va stigmatizzato è la presenza di una malattia nota come xylella, batterio che sta uccidendo diverse piante di ulivo nella zona del Salento e che spaventa come la fillossera. Ci si chiede come mai ancora le autorità non si siano mosse per cercare di arginare il danno. Per molti il disagio resta un capitolo della regione Puglia e di una zona specifica, ma non è così… Quando la bella Italia deciderà di alzare la testa e capire che la nostra economia si dovrebbe basare sull’arte, l’enogastronomia e quindi sul turismo? Quale altro paese possiede una biodiversità così unica e complessa? I mastri oleari De Carlo sono una prova tangibile che i prodotti di nicchia con tempo e costanza possono essere conosciuti nel mondo. Cerchiamo di emulare e costruire, abbiamo solo da imparare.

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