Buon compleanno Birra del Borgo!

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Sumeri, Egiziani, molte le popolazioni antiche amanti della birra. Ovviamente, in quel tempo, si parlava di vino d’orzo, con i Romani di cervisia.  Simbolo assieme al vino e all’olio di popolazioni sedentarie.  L’etimologia della parola? Forse di origine germanica. Si tratta di una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d’orzo , aromatizzata al luppolo. Per anni l’Italia è stata proiettata più alla produzione del nettare di Bacco che non a questo prezioso liquido, oggetto di desiderio e di studio per secoli da parte dei monaci. Il lungo Stivale, però, sta cercando di recuperare il tempo perduto. A macchia d’olio tanti sono i birrifici che allettano naso e palato. Tra i più conosciuti del Lazio emerge Birra del Borgo. Ci troviamo in provincia di Rieti, nel mezzo del confine tra Lazio e Abruzzo. L’idea giunge al giovane Leonardo che ad un certo punto della sua esistenza ha un’intuizione e decide di costruire una vera e propria cattedrale tra il verde e i monti della zona, a Borghese, dopo pochi  anni si inaugura un nuovo birrificio. La realtà diventa sempre più grande, offre posti di lavoro, numerosi gli esperimenti e diverse le birre: classiche, stagionali e bizzarre. Tra le prime emerge My Antonia, generata da luppoli europei e americani. Corposa e intensa, dalla lunga persistenza lascia il palato appagato. Tra le stagionali spicca il calice della dorata genziana, sposa dei formaggi che ricorda i liquori delle monache di clausura per la vigorosa speziatura.  Fortunato chi assaggia la Birra di Natale dai sentori di frutta candita e chiodi di garofano. La più bizzarra? Etrusca, fermentata in anfore di terracotta come facevano gli antichi. Spiccata l’acidità. Le variazioni sono tante e i gusti disparati. Cliccate sul sito e scegliete

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