Cosa significa essere tipicamente aquilani!

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Se si va all’estero, in modo particolare negli Stati Uniti, ci si imbatte in un numero elevato di cognomi italiani, di emigrati che hanno, in molti casi, creato una vera e propria fortuna lontani dall’Italia a causa di situazioni precarie che il nostro paese, ancora oggi, non riesce a risolvere completamente. Prima del 1963 Abruzzo e Molise erano un tutt’uno, più noto come Abruzzi. Ancora adesso se si va oltre il confine qualcuno non è informato sulla scissione. L’appellazione della regione è da collegare ai Petruzi, stirpe di origine fenicia.

Regione sconvolta spesso dal terremoto. Nel 2009 ne ha subito uno dei più devastanti lasciando la popolazione sbigottita e in balia della paura. Numerosi gli aiuti giunti dall’esterno. Concerti, opere pubbliche, beneficenza sono stati lo strumento per risollevare la situazione, a volte disastrosa per molti.  Nonostante ciò la regione è abitata da persone forti e soprattutto dignitose. Chi ha deciso di non abbondonare la propria terra, nonostante gli sfortunati eventi, ha cercato di costruire una realtà solida e di tornare ai lavori di un tempo, alla qualità di una volta. I ruderi di alcune aree dimostrano come le città siano state belle, ancora permane un fascino antico. I prodotti enogastronomici sono interessantissimi. La Mortadella di Campotosto, riconoscibilissima per il tipico lardello posto al centro; il Pecorino di Farindola ottenuto da latte crudo; il Canestrato di Castel del Monte con le sue diverse stagionature; marmellata d’uva, liquore di genziana ricavato dalla radice omonima. Diversi i dolci come le Ferratelle realizzate con la piastra, un tempo degustate durante le celebrazioni religiose o le Orme di Lupo lavorate in modo completamente manuale a base di farina di farro. Troppi, tanti i prodotti per non parlare dei vitigni ormai conosciti in tutto il mondo come l’intenso Montepulciano, il diffuso Trebbiano e il riscoperto Pecorino. Forse il prodotto più pregiato è lo zafferano. Pianta erbacea originaria dell’Asia Minore, legata al mito di Crocus e Smilace, simbolo di lusso durante l’epoca dell’Età Imperiale, afrodisiaco per molti è noto come l’oro di Navelli. Ecco cosa significa essere tipicamente aquilani per il sindaco Paolo Federico di questa preziosa cittadina. “ Sono fortunato a essere il primo cittadino di un comune piccolo in un periodo di difficoltà della regione. Nelle grandi realtà dell’Abruzzo quando si è trattato di capire dove fossero finiti i soldi devoluti per i terremotati non sempre le situazioni sono state chiare. La zona aquilana ha regalato a tutto il Paese visibilità grazie alla bellezza del territorio e alle emozioni che trasmette. Io stesso le avverto quando parlo della mia area. Noi non conosciamo la manodopera straniera. Produciamo legumi, latticini, liquori, insaccati, pasta, vino, olio per non parlare dell’artigianato come merletti, borse, seggiole. La lista da elencare sarebbe troppo lunga. Chi visita le nostre zone è accolto con cura e calore. Vorrei che i luoghi terremotati potessero risorgere dalle proprie ceneri ed essere conosciuti per quello che sono e soprattutto valgono.”

Siamo certi che sarà così!

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