Del Dotto Vs Paraduxx

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Quando si parla della bevanda sacra a Bacco, in genere, gli stati ai quali si fa riferimento sono Francia e Italia i quali, spesso, duellano per chi si debba accaparrare l’alloro della qualità e della maggiore produzione. Da anni, ormai, si parla di vino californiano, la cui zona considerata più vocata è Napa Valley. Tre sono le aree emulate dagli americani: Borgogna, Bordeaux e Valle del Rodano. Sovente gli enologi e gli esperti del settori assunti dalle aziende del luogo sono francesi. Numerosi i cognomi italiani, tra questi emerge Del Dotto. Famiglia di origine italiana (metà siciliana e metà veneta), possiede una delle cantine più affascinanti e forse la più lussuosa di tutta l’area. Non si tratta di una semplice winery ma di un vero e proprio museo valorizzato da lampadari di cristallo, mosaici che raffigurano scene di simposio di diverse epoche, botti provenienti da svariate parti del mondo per donare all’avventore tutto ciò che cerca. La varietà di Cabernet Sauvignon è molteplice: speziature, frutta sotto spirito, echi smaltati, sentori di liquirizia derivano anche dall’invecchiamento in diversissime oak provenienti dalla Francia e dall’America. Non si tratta di una semplice degustazione ma di un percorso sensoriale. Il vino è direttamente spillato dalle botti e le emozioni tra un calice ed un altro sono completamente diverse. Alcuni sorsi commoventi. Si potrebbe pensare che si tratti di vini un po’ costruiti, forse, ma l’importante è che arrivino. Dave, ricorda ancora il nonno Domenico che beveva cinque bottiglie di rosso al giorno e rammenta: “Appena ho avuto un po’ di soldi li ho spesi collezionando etichette e ho capito l’importanza del vino attraverso gli assaggi e lo studio. Ho comprato numerosi volumi sull’argomento, più studiavo e più mi accorgevo che il tema mi arricchiva, più leggevo e più volevo sapere, conoscere, istruirmi. Il vino offre relax, nutre il corpo e lo spirito, ti fa capire quanto sia bello il dono della vita, il mondo che ti circonda. Non esiste un solo vino, ma tanti come tante sono le zone di produzione differenti le une dalle altre. Non si possono creare paragoni. Chi ama il vino lo adora nella sua interezza. Napa ha un clima unico, l’Italia il suolo ricco e la Francia una grande storia. Mi piacerebbe produrre qui del Nebbiolo. Adoro questo vitigno come pochi, sebbene riconosca la complessità del Cabernet Sauvignon, che qui regna sovrano e sono certo che gli avventori non siano pronti. Le nuove generazioni pensano a bere non a degustare le bottiglie, sorseggiano vini giovani, le annate non esistono quasi più. Il sacro nettare era presente nella Bibbia, è un dono di Dio. A pensarla in modo non completamente simile è Paraduxx , dal popolare simbolo dell’anatra che si ispira al fondatore. Cantina rivolta al futuro. I calici sono privi di stelo, l’acqua aromatizzata al cetriolo, i sottobicchieri ben disegnati. Piccoli dettagli che costituiscono la cornice di vini beverini, non destinati ad un pubblico di intenditori, ma alla quantità dell’utenza molto numerosa. Pinot Noir, Zinfandel, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot si alternano in blend di ultima generazione che regalano sorsi freschi, immediati e di media lunghezza, molto abbinabili ai cibi, aspetto non considerato ancora in Usa. Destinatari americani, canadesi e asiatici. Gli avventori sono giovani che non hanno voglia di temporeggiare per stappare una bottiglia, ma solo di godersela senza pensare al domani, sposando i versi di Orazio : “…vina liques et spatio brevi, spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero”.

http://www.deldottovineyards.com/

https://www.paraduxx.com/

 

 

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