Attilio Servi : qualità e sapore…

serIl 31 dicembre sono stata invitata a cena da alcuni amici. Da un po’ di giorni mi descrivevano un panettone speciale, salato lo definivano, nel senso di non dolce, che avevano assaggiato ad una degustazione, così me lo fecero trovare tra gli antipasti. Delizioso, equilibrato, saporito. Si trattava di una focaccia di formaggio e pere. Fotografai l’etichetta e specialmente memorizzai il nome dell’artista, perché di questo si trattava: Attilio Servi. Pasticcere, imprenditore, artigiano. Fedelmente coniugato e padre di Giorgia, Norah, Leonardo, Giuliano e Pietro, sostiene di essere passionale e determinato. Non è difficile credergli. Lascia un pezzettino di sé in ogni suo prodotto. Considera la colomba il simbolo della Pasqua, per la forma, la tradizione, il messaggio che esprime. Crede, anzi esige la qualità degli ingredienti. Consiglia alle massaie di preparare un buono zabaione con l’aggiunta di Amaretto di Saronno o San Marzano per mariti e figli. “L’abilità del buon pasticcere si esprime attraverso l’elaborazione di ricette semplici. Un dolce che mi può rappresentare? La millefoglie: sfoglia friabile e crema perfetta, proprio come il bravo chef realizza la pasta al pomodoro, sembra semplice ma non lo è”. Essenziale nei discorsi, dimostra fantasia negli abbinamenti e gusto nell’assemblaggio. Possiede un laboratorio di 1000 mq nel quale domina l’igiene e la tecnologia. Tante le varietà: crostate, ciambelloni, torte moderne ma con sapori ancestrali. Perché assaggiare le sue delizie? Per ricordare Proust… Per tornare al passato con l’olfatto ed il sapore… Consapevoli che esiste ancora qualcuno che lavora seriamente e serenamente… In questo periodo dell’anno, assaggiate la pastiera, sarà l’apoteosi  delle vostre papille!

Cliccate su http://www.attilioservi.eu/

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