Tenuta Santa Caterina

SANTA cATERINAA Grazzano Badoglio, zona Monferrato, si erge una settecentesca residenza padronale immersa nei vigneti. Si tratta della Tenuta Santa Caterina. Il luogo è avvolto da fantasia e leggenda. Si parla di unicorni, creature misteriose e del valoroso cavaliere Aleramo, primo sovrano del Monferrato. Figura meno leggendaria, a metà Ottocento, è Lina Borgo Guenna, pedagogista e donna moderna divenuta ben presto perno sia della famiglia di origine, a causa della morte del prematura del padre, che del successivo nucleo poiché rimane presto vedova e madre di sei figli. La sua abilità, però, è di circondarsi di persone capaci ed evolute. Tramanda tenacia, determinazione, trasporto al pronipote Guido Carlo Alleva. Avvocato compra i terreni che, in origine, appartenevano alla famiglia ma che col tempo si erano persi e ne crea un luogo magico. La policroma indole del giurista emerge anche dalla personalizzazione delle colline ricoperte di vigneti con rombi geometrici, quasi desiderasse comunicare con gli Ufo avvisandoli che non sono i soli capaci di disegnare cerchi sul grano oppure, più semplicemente, volesse dare alle vigne un non so che di giardino. Estroverso, affascinante, dall’occhio furbo e dallo sguardo intrigante intuisce immediatamente la personalità dei suoi interlocutori. Appassionato di cibo e vino è mosso da una certa curiositas, si delizia nel fumare buoni sigari che talvolta tiene tra le dita, spenti. Parte del suo estro, con il passaggio di testimone lo ha ereditato la figlia Giulia.

E’ possibile entrare in questa favolosa atmosfera grazie alle sei suite dell’omonimo Relais, completamente diverse tra loro, che prendono il nome dalla magnetiche bottiglie: Setecàpita, Salidoro, Navlé, Silente, Vignalina, Arlandino. Ciascuna, come il nettare contenuto nel vetro, esprime un proprio carattere, peculiare nella singolarità e nello stesso tempo sincrono nell’assieme.

La prelibata bevanda Salidoro Monferrato bianco Doc possiede un colore brillante, sembra provenire da zone più calde e lo si assaggia già con gli occhi. Sapido e minerale grazie proprio alla terre dalle quali proviene. Uvaggio Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Arlandino Grignolino d’Asti Doc è l’antico nome del vitigno, signore di quest’area. Il colore è più chiaro di un Pinot nero e sprigiona profumi interessanti che preannunciano una struttura in bocca che non delude ed una buona persistenza.

Vignalina Barbera D’Asti Docg ricorda il nome della bisnonna Lina e da lei, una donna tosta,  ha ereditato la forte personalità. Rosso rubino intenso, al naso è favoloso.

Setecapita Barbera d’Asti Superiore Docg  prende la definizione dell’etichetta da un’espressione divertente di un contadino.

Sorì de Giul Freisa D’Asti Doc, è preferibile venga gustato dopo qualche anno di invecchiamento. E’ un vino passionale come chi lo prTappooduce, da abbinare a carni succulente.

Quando ci si reca in questa Cantina ci si accorge del potere dell’accoglienza, del concetto di eternità re della fugacità della vita. Troppo breve per non coglierne i piaceri e troppo lunga se colma di affanni. La struttura è fantastica ma le persone che la abitano o che ivi aleggiano sono molto più interessanti …

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