Tenute Mirabelli: qualcuno la chiama rivoluzione, si tratta di tradizione

 

Calabria, terra che ha donato il nome all’Italia, generosa nei suoi paesaggi. Si passa con estrema facilità dalle coste per giungere sulle alte vette della Sila. Pianure, valli, torrenti sono solo alcune sfumature di una regione copiosa di storia. Suolo di passaggio e di conquista. Non sempre ha fruito di valide amministrazioni politiche. Negli ultimi anni, però, la punta dello Stivale sta riacquistando la fama di terra del vino, appellativo che le era stato attribuito secoli fa. Le nuove generazioni di vignaioli sono stanche di ascoltare solo parole e vorrebbero che i sacrifici dei loro genitori fossero ricompensati. Una Doc relativamente recente è Terre Di Cosenza. I discendenti dei Bruzi, forse, hanno percepito che è necessario unirsi per raggiungere il successo. E’ giunto il momento di raggrupparsi per ottenere una popolarità che spetta ad una terra ingiustamente maltrattata.
Malvito, paesino avvolto nella leggenda. Forse luogo dei soggiorni di Ulisse, noto nel periodo longobardo, dominato dagli Svevi, oggi racchiude una delle cantine più eleganti della regione. Tenute Mirabelli è la realizzazione di un sogno. I muri di questa struttura potrebbero raccontare segreti di intere generazioni susseguite e che forse, dopo secoli, hanno trovato la pace proprio tra i vigneti. Roberto, prematuramente scomparso, nei primi anni ’90 decide di produrre vino. Probabilmente è un progetto che sogna da sempre… I tre figli possono considerarsi orgogliosi di ciò che il loro babbo aveva previsto in tempi lontani… Con probabilità era il sangue di Giove che gli scorreva nelle vene. Lo stesso colore tanto amato dalle popolazioni antiche da offrire l’appellativo a un’uva: Sangiovese. Non in molti, però, sono a conoscenza che questo vitigno sia originario dell’area orientale della Calabria, sebbene in Toscana abbia trovato ben altra fortuna. Se si gironzola per la regione si può notare come alcuni vitigni antichi stiano producendo ancora i suoi frutti. Padre del Gaglioppo e del Nerello Mascalese assieme al Mantonico sulle alture di Malvito Il Sangiovese sembra essere rinvigorito da nuova linfa. Tannini e acidità si sposano su un manto granato per regalare sentori di viola e marasca su un epilogo accattivante che lascia una bocca appagata, alla ricerca di un nuovo sorso. L’eleganza del Cabernet Sauvignon dalle sfumature mentolate e dalle note di rabarbaro lascia gli avventori colpiti. La vera scoperta, però, è il Greco di Malva. Un giallo paglierino dai bagliori verdastri rammenta profumi di acacia, mela golden dalle sfumature cedrine. Sapidità e acidità si alternano in modo simbiotico. Alfonso, Marco e Manuela dimostrano che le unioni familiari e i valori di un tempo possono solo consolidare un patrimonio e a assicurare vittorie. Siamo certi che i successi siano dietro l’angolo… La caparbietà è tipica della regione!

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