Colomba Bianca: la potenza di una cooperativa vitivinicola e della sua gente

20181207_104532Sicilia, regione di conquiste, di mescolanza di popoli, di passaggio. Talvolta abusata, sfruttata, ancora oggi al centro di episodi di cronaca non sempre piacevoli che offrono di lei un volto deturpato dalla prepotenza di uomini. Terra passionale, ricca di storia, copiosa di monumenti, dove mito e leggenda si fondono su uno sfondo greco, arabo, normanno. Capitale della cultura con Federico II, ha offerto natali a personaggi illustri dalla letteratura al piccolo schermo.
Tante le uve presenti sul suolo nel passato utilizzate, impropriamente, “da taglio” nelle altre regioni. Da anni ormai i suoi nettari sono presenti sulle carte dei vini di tutto il mondo. Nell’ultimo periodo si è acceso un faro sui vini vulcanici. Si vocifera, infatti, di una nuova denominazione “Etna”, ma la Sicilia è grande e lunga. I suoli non tutti della medesima origine. Disparati i vitigni e i calici prodotti. Spesso ci si lascia influenzare da etichette blasonate e non è facile soffermarsi su cantine sociali per una serie di sovrastrutture umane o perché non si crede che, talvolta, davvero l’unione fa la forza. A confermarlo è la cooperativa Vitivinicola Colomba Bianca. Calici rossi, rosati e bianchi. Bollicine, nettari fermi sono il prodotto di terroir diversi. Biologici, vegani ampie le scelte e soprattutto appaganti.
Mazara del Vallo ( Trapani ). In questa deliziosa cittadina è possibile, a parte i vicoli deliziosi, ammirare un Satiro Danzante in estasi riportato in auge da un peschereccio locale. Il suo sguardo esprime estasi, forse proprio lo stadio nel quale l’uomo “fuori di sé” lasciava spazio a Dioniso riuscendo a raggiungerlo grazie all’ebrezza.
Il luogo di ritrovamento forse non è casuale.
Ed anche della colomba bianca che si era posata su un tralcio di vite qualcuno decise che si trattasse di un segnale.
Così Colomba Bianca nasce nel 1970 e vanta oltre 2000 soci. Con vigneti che superano la superficie di oltre 7500 ettari, si espande dalle coste per giungere a una altitudine di 600 metri sopra il livello del mare. Diverse le province coinvolte e alta la qualità dei prodotti. Mentre il resto d’Italia cerca enologi internazionali che richiedono salari esorbitanti, qui si “produce e lavora in casa”. Chi vive questa realtà conosce i luoghi e le potenzialità del territorio perché vi è nato. Catarratto, Grillo, Inzolia, Perricone, Nero d’Avola, Zibibbo sono i sovrani che esprimono il meglio di loro, tanto che ad una degustazione alla cieca si riconoscerebbero. Anche i vitigni internazionali, molto richiesti dal mercato, sembrano aver trovato in questi luoghi il loro habitat, come Chardonnay e Sauvignon. Agli eventi naturali, atmosferici e talvolta umani non è facile corazzarsi, da qui la necessità di generare Resilience. La potenza dello spirito umano e l’attaccamento alla vita si sono racchiuse in una serie di bottiglie assolutamente imperdibili. Adori e sapori esprimono forza umana e potenza dello spirito. Le riserve Quarantanni, nelle versioni bianco e rosso, sprigionano una piacevolezza internazionale su una base tradizionale. Perfetto equilibrio per suscitare interesse nell’avventore. La linea Vitese, invece, è rivolta a un pubblico di specialisti, alla ricerca di calici autoctoni. Tante, dunque, le linee con prezzi anche accessibili. Quando si sorseggia un vino, in genere, si gusta la storia di una famiglia, il risultato di una dinastia. Qui si tratta di gustare calici che esprimono la vita e il lavoro di molte persone che il destino ha legati indissolubilmente tra di loro con il volto rivolto verso Dioniso proprio come il Satiro Danzante.

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