Intrecci di famiglie, di storie e sapori

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L’etimologia della parola famiglia, durante il corso dei secoli, ha subito differenti accezioni. In antichità, probabilmente, si riferiva alla parola famulus (domestico), poi l’insieme di servi che occupavano lo stesso tetto  per giungere al significato odierno. Mentre i valori si perdono, le famiglie diventano sempre più allargate e i rapporto tra consanguinei maggiormente complicati, esiste in Italia una famiglia per eccellenza: Cotarella. Antonio e Domenico erano due viticoltori di Monterubiaglio (Terni ) . Entrambi avevano realizzato una piccola cantina. I loro figli  Renzo e Riccardo proseguono le orme dei genitori con una marcia in più. Desiderano che il loro vino sia conosciuto e iniziano a lavorare anche con altre cantine. Avendo intuito il legame solido dei genitori, sebbene sposati,  intuiscono che il vincolo crea la forza e trattano le loro figlie e nipoti come se avessero avuto i medesimi genitori da farle considerare sorelle. Dominga, Marta ed Erica rappresentano la terza generazione non di viticoltori e agronomi ma di un modus vivendi et operandi vincente non solo per loro ma per il mondo.

Negli ultimi anni la tv pullula di trasmissioni televisive che hanno come fil rouge la cucina. Gli chef si presentano più come modelli che come esperti di fornelli. Telecamere, luci adatte, trucco sembrano essere loro più familiari di ingredienti e stoviglie. Ci si è mai chiesto il motivo per il quale si torni a un ristorante dopo aver desinato una prima volta? Cosa è che colpisce gli avventori? Un buon piatto, un vino elegante, un imperdibile dessert? Anche ma non solo. In America sono di moda, nei bar considerati più trendy, gli open space circondati da banconi dietro i quali non si cela un abile barman ma un amico, un confidente, un ottimo ascoltatore. Chissà in quanti altri locali è possibile sorseggiare un buon cocktail ma la compagnia non sarà mai la stessa. Un qualificato personale di sala innalza il livello e riflette le aspettative di un esigente cliente.  Trovare un sommelier che suggerisca la giusta bottiglia, essere serviti da un cameriere che abbia la loquacità adatta alle situazioni,  essere rapiti da uno storytelling inaspettato che faccia innamorare della pietanza in modo diverso, con sapore ed erudizione non è fatto comune.  Da una necessità del genere nasce Intrecci che ieri ha compiuto un anno e che già oggi ha quattro fratelli. India, America, Spagna e Paesi Arabi sono le prossime location di un “format” dal successo immediato. L’obiettivo è di istruire figure professionali di alto livello che diano un quid in più alla ristorazione. Personale di sala qualificato e specialmente immediata possibilità di lavoro. Ogni elemento rappresenta la tessera di un puzzle destinato a diventare eterno nel tempo e ammirato dai posteri.
Lo scrittore e diplomatico boliviano Carlos Saavedra Weise sosteneva. “Quando sogna, l’uomo è un gigante che divora le stelle.” Dominga, Marta ed Erica hanno già assaporato una parte del cielo…

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