Tutti per uno, un vino per tutti: Roberto Giacobbo e Terre di Maria

Una famiglia si riconosce anche dal modo in cui accoglie le aspirazioni di ciascuno, dall’attenzione che dedica a un talento, dal valore che attribuisce allo studio, dalla disponibilità a sostenere un progetto quando è ancora soltanto un’idea. L’appartenenza diventa così fiducia, responsabilità reciproca, possibilità di costruire insieme.

Sono principi che affiorano nell’incontro con Roberto Giacobbo e Irene Bellini. Entrambi autori televisivi, hanno intrecciato la vita professionale con quella affettiva, trasmettendo alle tre figlie un forte investimento nella formazione. Giovanna, Angelica e Margherita hanno conseguito complessivamente otto lauree, un traguardo che il padre ricorda con evidente orgoglio. A dare concretezza alle sue parole è l’intesa che si osserva tra loro, una vicinanza che accompagna anche le nuove avventure della famiglia, dal vino alla ristorazione.

Una famiglia a maggioranza femminile, con un padre nei panni di d’Artagnan. L’immagine dei moschettieri restituisce la loro capacità di puntare allo stesso obiettivo, mettendo in comune inclinazioni e competenze diverse. Il «tutti per uno, uno per tutti» trova applicazione anche fuori dalle mura domestiche.

Un pezzetto di ciascuno di loro si ritrova nello studio romano. Interessi coltivati insieme, idee alle quali hanno dato seguito, un lavoro che richiede il contributo di tutti. È il laboratorio di Freedom – Oltre il confine, dove il racconto televisivo viene preparato e ricontrollato prima di raggiungere il pubblico. Visitarlo con la famiglia significa entrare anche in questa quotidianità condivisa: Giacobbo guida, approfondisce, si sofferma sui particolari, mentre nella partecipazione degli altri si riconosce quanto quel luogo appartenga a tutti.

La curiosità che alimenta il lavoro televisivo accompagna Roberto anche a tavola. Tra i cinque sensi, è il gusto quello che sente più sviluppato. Viaggiare gli ha permesso di conoscere cibi, confrontare sapori e incontrare chi quei prodotti li pesca, li alleva, li lavora. Un’esperienza di assaggi e relazioni che ha trovato un indirizzo a Roma, nel ristorante Il Tonno e la Vacca.

Il nome dichiara i due protagonisti della cucina: il tonno rosso di corsa di Carloforte e la vacca vecchia piemontese. Anche il retro dei menu è dedicato a loro, con due schede illustrate che spiegano le ragioni della scelta. Per il tonno, il ristorante indica un approvvigionamento diretto dall’isola attraverso l’Osteria della Tonnara; della carne valorizza la maturità, la struttura e l’intensità dei sapori, riservando particolare attenzione alla costata e ai tagli con l’osso. La curiosità di Giacobbo per ciò che arriva nel piatto prosegue così nel racconto della sua provenienza.

Anche l’avventura nel vino comincia da una storia di famiglia. Il legame tra Giovanna Giacobbo e Cataldo Faretra fa incontrare due esperienze: quella agricola dei Faretra, maturata nelle campagne di Orta Nova, nel Foggiano, e la passione di Roberto Giacobbo per il vino. Da quell’incontro prende slancio la scelta di imbottigliare, dando alle uve coltivate un nome e un’identità da portare sul mercato. Terre di Maria rende omaggio a Maria Pasquariello, madre di Cataldo; Torreclava, Primitivo biologico in purezza, diventa l’espressione della collaborazione con Giacobbo. Il progetto si allarga così insieme alla famiglia, trovando nei vigneti pugliesi un nuovo obiettivo comune.

Nel calice, il racconto passa ai sensi. Colori, profumi e consistenze suggeriscono anche qualche corrispondenza pittorica: Un modo personale di attraversare la degustazione.

Trionpho Bianco — Metodo Classico, 100% Falanghina ha la luminosità della Primavera di Botticelli: Il perlage fine e persistente introduce una fragranza di agrumi, susina acerba e fiori bianchi, quasi un dettaglio del prato fiorito ai piedi delle figure. Il sorso agile e fresco stuzzica l’appetito e invita alla beva, aprendo la tavola con grazia.

Trionpho Rosato — Metodo Classico, 100% Primitivo disegna un rosa chiaro dai riflessi ramati richiama l’incarnato della Venere di Urbino di Tiziano, la sua luce calda e delicata. Litchi, piccoli frutti rossi, melagrana e ciliegia acerba compongono un profilo fragrante; in bocca il finale fresco, di media persistenza, suggerisce l’incontro con una zuppa di pesce.

Neolitico Bianco Puglia IGP Bio — Verdeca e Chardonnay dal bouquet di pesca bianca, il biancospino e le sfumature erbacee richiamano la concretezza del Fanciullo con canestro di frutta di Caravaggio, la presenza del frutto e la precisione dei particolari vegetali. Una buona acidità sostiene il sorso e gli conferisce una vivacità che prolunga il piacere dell’assaggio.

Neolitico Rosato Puglia IGP Bio — 100% Susumaniello dal rosa corallo chiaro e il carattere vivace richiamano l’energia della Danza di Matisse. Rosa e caramella alla fragola si rincorrono, mentre il pepe rosa imprime un guizzo speziato al movimento dei profumi.

Torreclava 2023 Puglia IGP Bio — 100% Primitivo dalla morbidezza avvolgente e la trama vellutata dei tannini evocano la ricchezza tessile del Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni del Bronzino. Ciliegia e prugna si intrecciano a cioccolato e carruba, in una composizione fitta, dalla lunga persistenza. Un rosso appagante, da assaporare con la stessa attenzione riservata ai particolari del prezioso abito.

Dopo tanti viaggi, il gusto riporta Giacobbo alla terra, quella pugliese, affidata all’esperienza dei Faretra e quella degli affetti, sulla quale continua a costruire. Qui d’Artagnan può anche deporre la spada. Per il «tutti per uno» basta alzare i calici.