A Vinòforum il Timorasso incontra il tempo: sei vini per raccontare l’anima del Derthona

A Vinòforum 2026, nella cornice di Piazza di Siena a Roma, protagonista è stato il Timorasso e, assieme a lui, il divenire. La degustazione “Derthona: un viaggio nel tempo e nell’anima di un territorio”, promossa dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, ha messo a confronto sei vini di produttori e annate differenti, dal 2024 al 2017, offrendo una lettura articolata di un vitigno che ha fatto della capacità evolutiva uno dei suoi caratteri più affascinanti.
Uva autoctona del Piemonte sud-orientale, il Timorasso è profondamente legato ai Colli Tortonesi. Dopo una lunga fase di marginalizzazione, il suo recupero e la successiva valorizzazione gli hanno restituito un ruolo centrale nell’identità vitivinicola del territorio.
Il percorso si apre con il Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “Stappasogni” 2024 di Vigneti Letizia, il sorso più giovane della batteria. Profilo immediato, gioca sulla freschezza. Al naso sono gli agrumi a dominare, con una fragranza netta che restituisce la giovinezza dell’annata. L’asssaggio è leggero, agile e scorrevole, caratterizzato da una piacevole bevibilità.
I Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2023 di Francesco Iandolo si presenta luminoso, con tonalità che oscillano tra riflessi verdolini e sfumature dorate. Bouquet delicato. La sensazione dominante è frutta gialla ancora acerba, accompagnata da una lieve vena vegetale che ne sottolinea il carattere dinamico.
Con il Colli Tortonesi Terre di Libarna Timorasso “Archetipo” 2022 di Ezio Poggio il quadro comincia ad acquistare maggiore articolazione. Si incontrano frutta gialla e agrumi, ai quali si aggiungono richiami di frutto esotico ancora acerbo. Rispetto ai primi due assaggi, la componente minerale acquista maggiore definizione e contribuisce a rendere il profilo più complesso. Anche in bocca il vino sembra porsi idealmente tra le espressioni precedenti. Conserva agilità e freschezza, ma presenta una trama più ricca. Il frutto accompagna il sorso mentre la mineralità ne aumenta la profondità, delineando un Timorasso che comincia ad allontanarsi dalla sola immediatezza per mostrare un carattere più articolato.
È il Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2022 di Sassaia a offrire l’interpretazione più completa e armonica. I profumi si esplicano gradualmente. Il frutto costituisce il primo livello aromatico, progressivamente compaiono fiori e a tratti erbe officinali, seguiti da una sottile nota fumé che conferisce ulteriore profondità. La mineralità attraversa il quadro senza sovrastarlo offrendo riconoscibilità al nettare. In bocca il Timorasso mostra tutte le sue componenti in equilibrio. Acidità, sapidità e freschezza sostengono una materia ricca, mentre il frutto ritorna e si intreccia alle sensazioni floreali, erbacee e minerali. Il sorso è dinamico e avvolgente nello stesso tempo. Un abbraccio di piacere, ma soprattutto un vino identitario. Nel calice non emerge soltanto il carattere del Timorasso, si avverte anche una precisa cifra stilistica della cantina.
Il Colli Tortonesi DOC Timorasso “Quadro” 2021 di Vigneti Repetto sposta decisamente l’attenzione sulla componente minerale, la maggiore della degustazione. In bocca è ricco e materico, dotato di volume e struttura. La progressione è profonda e conduce verso un epilogo lungo e appagante, nel quale la componente minerale continua a rappresentare il tratto dominante. La sensazione alcolica si manifesta, però, con una certa evidenza, introducendo una nota di calore che in alcuni passaggi tende leggermente a spostare l’equilibrio. Resta un vino di forte personalità, ampio e persistente.
Con il Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2017 di Claudio Mariotto la degustazione compie il salto temporale più significativo e il linguaggio del vino cambia. Il frutto fresco delle annate più giovani lascia spazio a frutta secca e albicocca disidratata. Il puzzle olfattivo è maturo, segnato dall’evoluzione, con una trama che sfiora delicate sensazioni ossidative. L’acidità appare meno incisiva, il sorso più morbido e disteso, mentre tornano sentori di frutta disidratata già percepite al naso. Epilogo più raccolto e meno persistente rispetto alla complessità inizialmente suggerita dal profilo olfattivo
Dal 2024 al 2017, i sei calici hanno costruito un percorso tutt’altro che lineare.
L’immediatezza agrumata dello Stappasogni 2024, il frutto ancora acerbo del Derthona 2023 di Iandolo, la maggiore articolazione di Archetipo 2022, la completezza espressiva di Sassaia 2022, la marcata mineralità di Quadro 2021, fino alle sensazioni evolute del Mariotto 2017.
Il tempo trasforma ciò che trova. Modifica il frutto, attenua alcune componenti, ne fa emergere altre e mette alla prova la struttura originaria del vino. Nel Timorasso trova, però, un interlocutore particolarmente predisposto al confronto: l’acidità ne sostiene il percorso, mentre sapidità e impronta minerale contribuiscono a dare profondità e carattere al sorso.
È questo il filo rosso emerso a Vinòforum. Non un unico modello del blasonato vitigno, ma differenti modi di interpretare un’uva capace di esprimersi nella giovinezza e, nelle condizioni giuste, di affidare al tempo una parte importante del proprio racconto. Il Timorasso è un grappolo che unisce e la “comunità” che lo produce ne è una testimonianza