Il vino del ❤️anzi cantina… Termine Grosso

Il primo rosato a essere imbottigliato in Italia fu il Five Roses (Negroamaro 80%, Malvasia nera 20%) nell’ormai lontano 1943. Siamo in Puglia. Leggendarie le teoria sulla scelta del nome, si sa per certo che il nettare fu commissionato. Il prodotto talmente apprezzato che ancora oggi il tacco dello Stivale rimane il numero uno, seguito dall’Abruzzo per la produzione dei rosati.

In Calabria esiste una realtà Termine Grosso a Roccabernarda (Crotone) che produce uno dei rosati italiani più interessanti Luna Piena (100% Gaglioppo), ambrosia di classe degna di un banchetto regale. Antonio e Patrizia hanno deciso, sebbene avessero studiato fuori, di ritornare nella terra natia e dedicarsi a un’azienda agricola che possiedono da alcune generazioni. I nettari sono tutti di qualità… Da quelli base a quelli più complessi. Si parte dal giallo paglierino del Greco bianco per giungere al rosso rubino del Gaglioppo ormai figlio riconosciuto del Sangiovese e del Mantonico e fratello del Nerello. Sì, Sangiovese… Vitigno che ha trovato la fortuna in Toscana ma che ha origine meridionale.

I nettari di Termine Grosso sono unici. I vitigni calabresi in questa cantina sfoggiano un’eleganza non comune. La rusticita’, erroneamente attribuita alla regione, qui non esiste. Bianchi  rosati e rossi sono delle modelle di classe non di apparenza ma di sostanza. Tutte dalla spiccata personalità. I vitigni mantengono le proprie peculiarità ma con stile… Tocco internazionale, talvolta, la presenza del Merlot, sposo fedele del Gaglioppo.

I sorsi talmente diversi a appaganti che la cantina riesce a soddisfare tutti i palati. Piacere sinuoso difficilmente ripetibile.

Donnano’, Frisio, Gocce di Frisio, Theorema sono i nomi di alcune bottiglie che restano nella memoria come un marchio indelebile nella mente… Del quale, dopo averlo conosciuto, non si può fare a meno…