Renato, Giorgio, Henri e i calici scolpiti sulla pietra

 

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La Valle d’Aosta è una regione intensa, laboriosa, non immediata. Per capirne gli innumerevoli pregi è necessario visitarla, conoscerne la storia, assaporala. Gli abitanti sono ospitali, ma soprattutto attaccati alla terra, abbarbicati proprio come le loro viti al suolo. Probabilmente sono coloro i quali hanno capito il senso di cosa voglia dire abitare in una regione a statuto speciale e lo dovrebbero spiegare agli altri. I valdostani hanno tratto il meglio dai loro storici conquistatori e anche dai loro confini. Con gli Svizzeri dialogano, con i francesi si confrontano.

Questo territorio ha permesso che chi faticasse realmente emergesse, concetto in Italia sempre decantato ma mai seguito.

Renato Anselmet, dopo la morte del padre, avvenuta nel 1977, continua a lavorare in azienda ma, durante i weekend si dedica ai terreni familiari. Possedere ettari per la coltivazione della frutta, delle patate era usanza diffusa. La maggior parte degli abitanti, però, pensava ad una economia di sussistenza. Pochi, realmente, avevano intuito il valore della terra.  Renato è lungimirante. Oggi ha una cantina che può essere classificata come eccellenza. Atmosfera familiare, pulizia, coerenza di arredamento, colori naturali evidenziano immediatamente l’ubicazione della regione… Poi venti bottiglie. Venti nettari pensati appositamente per chi lavora nella Maison Anselmet. Le peculiarità dei calici corrispondono ai loro ispiratori, primo fra tutti il Pinot Nero. Renato desidera accostare questa bottiglia non solo alla sua personalità ma all’apparente morbidezza delle creazioni di Botero, colme, invece, di leggerezza e stile. Classe 1941, Renato, nel 2001 lascia il testimone al figlio Giorgio, giovane generoso e intuitivo. L’uomo permette che anche il nipote Henri ( dal quale nome si etichetta un vino ) possa spaziare, giocare, in realtà creare nuovi aromi e regalare emozioni perché di questo si tratta. Renato desidera che chi giunge in cantina non assaggi solo vini, ma riesca ad entrare nelle bottiglie, ne capisca l’essenza e ne legga il messaggio.

Alcuni sorsi commuovono come lo Chardonnay che farebbe impallidire la Borgogna, il Torrette Superior esprime l’ abbinabilità con le ricette del luogo, il Chambave Muscat è particolarissimo, il Pinot Noir di classe…

Il fashion designer Giorgio Armani sostiene: “ L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.”

Renato, si ricorda, Giorgio si rammenta… Certamente riuscirà a ricalcare le orme degli avi anche il giovane Henri … I loro calici restano scolpiti sulla pietra.

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