Noi di Sala e il nettare di Bacco

Una peculiarità molto italiana, specialmente nel sud della penisola, è l’accoglienza. Concetto già presente nell’antichità. Secondo i Greci, ad esempio, l’ospite era sacro. Era possibile che una divinità si celasse sotto mentite spoglie per mettere alla prova la generosità di qualcuno. In più la sorte era volubile, per cui qualsiasi episodio improvviso avrebbe potuto cambiare il destino di chiunque, rendendolo da ricco a povero. Quando si entra in un locale, si va in albergo piace essere trattati bene, coccolati. Questo è un desiderio comune non sempre appagato. Sebbene il Belpaese ospiti istituti alberghieri, molto spesso è necessaria una formazione specifica successiva. Esistono scuole per pizzaioli, barman, cuochi ma la sala resta ancora un concetto sporadico non sempre affrontato con la giusta attenzione. Tra coloro i quali lo fanno c’è Noi di Sala, associazione che ha l’obiettivo di formare e rivalutare il ruolo del cameriere nelle sue molteplici sfumature. In alcuni momenti dell’anno è possibile partecipare a eventi ai quali sono dedicate giornate per sensibilizzare il pubblico sulle tematiche del settore. Così si passa dai cocktail ai nettari di Bacco. In una di queste occasioni è stato possibile sorseggiare calici della cantina Allegrini, famiglia protagonista della Valpolicella fin dal XVI secolo, attraverso una verticale di Amarone a cura di Oscar Lanciani. L’Amarone risulta tra i sorsi italiani più ambiti, specialmente negli Stati Uniti, tanto da aver creato una disputa con il noto Chianti. Nella nota pellicola Il silenzio degli innocenti, il protagonista, interpretato da un indimenticabile Anthony Hopkins dice di aver gustato un fegato, ovviamente umano, assieme a un calice di Chianti. Nel romanzo, però, il Chianti è un Amarone della Valpolicella. Per questioni di praticità da noi non condivise la Toscana ha usufruito di una luce non sua. Annate scelte la 2020, 2016, 2013. Fil rouge della degustazione? Buona predisposizione all’invecchiamento, sorprendente acidità, colore intenso e meravigliosa consistenza. Il primo assaggio è un giovincello dal tannino vellutato e presente. Un bimbo dal futuro glorioso e il carattere. Il secondo si contraddistingue per la speziatura dolce, gli sbuffi di cioccolato, l’amarena sotto spirito. L’ultimo rievoca le erbe officinali, pepe nero, chiodi di garofano. Un tuffo nella bella Italia che sa sempre essere accogliente e ospitale.