CantinAmena e i sorsi virgiliani

Ancora incerta l’etimologia della parola Lanuvio, per alcuni significherebbe “diluvio di lana” forse per una generosa produzione nell’agro lanuvino. Certamente la collina sulla quale compaiono i primi reperti archeologici dovette fungere da rifugio in caso di necessità. A questa località è legato il culto di Giunone Sospita e la figura Diomede, figlio di Tideo e re di Argo, collocato tra i traditori fraudolenti assieme a Ulisse nell’Inferno dantesco. Proprio in questa località, nella frazione di Campoleone si erge la CantinAmena che si estende su circa 18 ettari posti a circa 250 metri s.l.m., quasi totalmente dedicati alla coltivazione biologica della vite, tranne un piccolo uliveto. Il suolo su cui prospera il vigneto è di origine vulcanica, fertile e ricco di minerali. Disparati i vitigni presenti, alcuni dei quali internazionali. La produzione di bottiglie annue si aggira intorno le 45000. Dal 2022 si attesta anche la certificazione Vegan. Si sa che i sentimenti oltrepassano ostacoli di ogni genere. Così i ricordi adolescenziali restano indelebili, non solo nella mente, ma anche sulla pelle come tatuaggi cangianti in base all’immaginazione e Silvia lo sa bene. Prosegue il progetto iniziato dai genitori che acquistano la tenuta da un loro caro amico e ne prende il testimone. Probabilmente in testa le ronzano ancora le risate, la spensieratezza, i giochi di quando era piccina. Il tempo, però, assume altre forme e differenti protagonisti che aiutano alla concretizzazione di una realtà nuova, diversa, produttiva, sempre all’avanguardia come gli enologi Valentino Ciarla e Francesco Boccia, l’agronomo Giacomo Sensi.
Sorsi intensi che vagheggiano i loci amoeni tanto descritti dall’autore di letteratura latina Virgilio nelle “Bucoliche”, opera ideata e stesa durante gli anni delle guerre civili che culminano con la Battaglia di Filippi (42 a.C.) in cui avviene lo scontro tra i membri del primo triunvirato e i Cesaricidi. Ci sarà una distribuzione dei campi a favore dei veterani e a discapito dei piccoli proprietari terrieri, lo stesso autore mantovano ne sarà colpito. L’opera, scritta in esametri, è suddivisa in X egloghe.
Bibe Igp Lazio Bianco Bio 2023 (Trebbiano 45%, Sauvignon Blanc 30%, Malvasia Puntinata 25%). Giallo chiaro dalle nuance più accese regala sentori di acacia, lime, menta, in bocca freschezza e sapidità si avvolgono creando un caloroso abbraccio. Si tratta della IV egloga in cui appare l’invocazione alle muse siciliane perché ispirino versi più elevati… L’incipit sia.
Rosam Igp Lazio Rosato Bio 2023 (Cesanese di Affile 35%, Montepulciano 35%, Syrah 30%) rosa anche nel colore affascinante, il naso è stuzzicato da litchi, pepe rosa, lampone. Sapore appagante, sapido, persistente. Giusto per un caciucco o per gazpacho con anguria. È la ninfa Egle del VI carme che danza aiutando i pastori Cromi e Mnasillo a spingere Sileno a cantare episodi della mitologia tradizionale.
Dai pluralia tantum divitiae nasce il singolare Divitia Igp Lazio Bianco (Malvasia Puntinata 100%) che dopo essere stato in acciaio permane 6 mesi sulle fecce fini e per altri 6 mesi in bottiglia nelle versioni 2021 e 2022. La prima è più chiara, vezzosa, artemisia, melone, limone; la seconda sprigiona sentori di cherosene, burro fuso, mandorla. Entrambe beverine, immediate, abbinabili ai cibi estivi. Paragonabili alla gara di versi tra Menalca e Dameta: egloga III.
Bibe Igp Lazio Rosso Bio (Merlot 40%, Sangiovese 35%, Montepulciano 15%, Cesanese di Affile 10%) dal colore granato, è un bel degustare. Diretto, estroverso, di compagnia. Pepe nero, viola, carruba. È un carme amebeo tra i due pastori Coridone e Tirsi: egloga VII.
La Roma DOC, rispetto la media, è più interessante, necessita di trovare una sua dimensione come una scultura che attende il proprio scalpellino.
Arcana Igp Lazio Rosso Cesanese Bio (Cesanese di Affile 100%) bella versione di un vitigno considerato autoctono, interpretazione elegante di un’uva troppo spesso rustica. Felce, timo, humus dal sapore balsamico e i tannini laccati. È il monologo di Coridone, egloga II, che intona l’amore sfortunato per Alessi.
Patientia Igp Lazio Rosso Bio 2022 (Cesanese di Affile 40%, Montepulciano 40%, Syrah 20%) con una sosta di 18 mesi in botte nuova; per la 2020, invece, ci sono 12 mesi di barrique di terzo passaggio. È il componimento più celebre, il primo, tra Titito e Melibeo che vivono una sorte divergente. Entrambe le bevute esprimono individualità. Non ne esiste una migliore: lo è quella che si sceglie. In ambo i casi vince la macchia mediterranea. Confucio, filosofo cinese, vissuto tra il VI e il V sec. a.C. sosteneva che solo la pazienza avesse il potere e che, con l’aiuto del tempo, avrebbe trasformato ogni foglia di gelso in seta… Sorsi setosi, avvolgenti, emozionanti.