La regia di Sassotondo
“Amare non è guardarsi l’un l’altro ma guardare insieme verso la stessa direzione” è una famosa citazione di Antoine de Saint – Exupéry noto per essere l’autore del racconto Il piccolo principe. Forse questa sarebbe la giusta definizione per descrivere il rapporto tra Carla ed Edoardo, produttori di splendidi nettari tra Sorano e Pitigliano (Grosseto) su un suolo vulcanico dagli strati tufacei. La vita è costituita da incontri e il loro è stato fondamentale. Un documentarista e un’agronoma diventano i registi cinematografici di un set di 72 ettari, unico come le loro esistenze. Prima ripresa girata nel 1997 e da lì in poi una serie di successi godibili in bottiglie che diventano pellicole protagoniste di annate che regalano emozioni attraverso profumi intensi, infiniti, profondi. Sommelier e curiosi bevitori girano film nei quali le parole chiave sono longevità, mineralità, freschezza in un’atmosfera di energia positiva, buon umore, competenza e allegria ma con uno sfondo noir di Alfred Hitchcock in ricordo del nonno di Edoardo che ne era stato il primo cameraman

Monte Calvo 2018 (Ciliegiolo 100%), prende il nome da un piccolo vulcano, archetti granato dall’unghia purpurea dimostrano la personalità ricorda de Il pensionante (1927), proiezione muta nella quale una sorta di Jack lo squartatore uccide fanciulle dalla bionda chioma. Misterioso pepe nero di Sarawak, cumino, chiodi di garofano solleticano le narici in modo sensuale. Il sorso è immediato e affascinante. Epilogo resistente.
La versione 2021 ha la determinazione, la leggiadria e l’eleganza di Grace Kelly nelle vesti Margot Mary Wendice in Il delitto perfetto (1954). Ciliegia croccante, lavanda, rosa regalano un piacere dal tannino vellutato e la bevuta immediata.
Poggio Pinzo 2017 (Ciliegiolo 100%) generato da un micro-terroir individuato da Pedro Parra nella vigna caratterizzata dalla presenza di scorie dell’eruzione dell’omonimo vulcano: Un vero Intrigo internazionale (1959). La classe di Cary Grant in scene, ai tempi, mozzafiato. Mallo di noce, iris, carruba, ribes. Un sorso affascinante e audace dai tannini laccati e il finale di arancia sanguinella.
L’annata 2020 è un po’ più potente, immediata. Le onde coronano il calice in modo consistente. La donna che visse due volte (1958) si concretizza nei fantasmi del passato in ciliegia matura, mela cotogna, prugna, humus. Assaggio possente, avvolgente, dai tannini morbidi e un finale leggermente alcolico.
Dalla Maremma e dal vigneto dinnanzi al borgo di Pitigliano il medesimo vitigno genera San Lorenzo 2016. Il nettare è pronto per essere sorseggiato. Voluttuoso già dalla tinta, cioccolata, ciliegia sotto spirito, mirto sono i protagonisti di Nodo alla gola (1946), primo film a colori del regista londinese, nel quale baule nasconde un macabro segreto.
La versione 2019 è verticale, elegante, certamente longeva. È come La finestra sul cortile (1954) ogni aroma ha la sua finestrella, con un binocolo si sbirciano tutte, che insieme, offrono la risposta dell’enigma da sciogliere e producono soddisfazione. Pepe nero, mallo di noce, incenso… Un tuffo nel futuro che lascia spazio all’immaginazione…
Intanto noi siamo pronti alle prossime proiezioni, il set? L’Etna…