La Cura di Massimo e Noemi

Una delle poche parole, dalla radice indoeuropea, che non ha subito alcun mutamento dal latino è cura, prima declinazione con doppio significato. Massimo e Noemi scelgono l’accezione di accuratezza, zelo, premura, riguardo… Ed è così che trattano gli avventori che si recano nel loro ristorante a Davoli Marina (Catanzaro) Cura, appunto, che è anche acronimo dei loro due cognomi Custureri e Raimondo. Due giovani innamorati tra loro e del loro lavoro si sono incontrati proprio durante un banchetto nel quale Cupido giunge con in mano l’arco e la freccia. Chi immaginava che in un’occasione goliardica e di relax si sarebbero potuti incrociare due destini che oggi sono le due tessere più grandi di un puzzle coadiuvati da Giuseppe Ranieri, Damiano Comito, Fernando Paparazzo, Bruna Rocca e Saverio Celia: una crew di eccezione. Entrambi autoctoni proprio come alcune bottiglie di vino che Noemi propone in sala, cantine calabresi, ma sono presenti anche sorsi nazionali e internazionali, tra i suoi preferiti emergono calici trentini e piemontesi, passando anche attraverso qualche orange wine. Noemi ama sperimentare e osare, determinata, dalla favella sciolta e gli occhi magnetici, diretta nei giudizi e nei rapporti. Massimo, più introverso, si esprime attraverso i piatti traendo spunto dalla memoria dei sapori, così un dessert nasce dal latte e taralli al finocchietto che nonna Caterina era solita offrire ai nipoti che si trasforma in un cremoso dalle disparate consistenze e il profumo incantevole. Location chic, apparentemente essenziale, pratica, con i giusti dettagli. In continua evoluzione la lista dei nettari di Bacco come le pietanze che stupiscono in modo intelligente… Una tappa d’obbligo per chi desidera assaporare, rilassarsi in un luogo discreto nel quale un brindisi a entrambi è d’obbligo perché la stella sul firmamento è imminente e dovuta.
Good Luck!