Il vino del ❤️: Percristina

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Quando si parla di cantine e specialmente di bottiglie si finisce, talvolta, a essere troppo tecnici, se si posseggono gli strumenti, in alcune degustazioni. In realtà si tratta di persone, alcune delle quali lungimiranti e per chi non è religioso anche eterne, perché se non ci dovesse essere l’aldilà esiste un’eternità terrena. Se ancora oggi si studia Napoleone Bonaparte,  se si ascoltano le note di Wolfgang Amadeus Mozart, se si parafrasa la Divina Commedia significa che qualcuno che è passato sulla terra ha lasciato un segno indelebile nella memoria umana.

Vite, ulivo e fico, secondo la tradizione greca, erano tre piante legate fortemente al culto delle divinità. Le prime due sono rimaste in auge nei secoli… Del fico se ne sente parlare poco, specialmente in Calabria, culla della Magna Graecia.

Tra le regioni legate all’uva primeggia in Italia il Piemonte, regione dalla lunga storia, su alcuni aspetti affascinante che ha dato natali a personaggi come Camillo Benso,  l’étoile Roberto Bolle, l’imprenditore Oscar Farinetti, gli scrittori Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, il premio Nobel Rita Levi – Montalcini. Tra i numerosi nomi spicca anche Domenico Clerico, vignaiolo intraprendente che ci ha lasciati all’età di 67 anni nel 2017. Ricordato come facente parte dei Barolo Boys, innovatore nel settore enologico, intuitivo, generoso con i collaboratori, di poche parole, ma dalla spiccata personalità, sempre spalleggiato e sostenuto dalla moglie Giuliana. Personaggio innovativo, stroncato da una malattia. La sua esistenza era già stata messa alla prova da vicende personali non facili come la perdita della piccola figlia Cristina alla quale era stata dedicata una bottiglia: Percristina. Barolo intenso ed elegante. Tannini impercettibili su una speziatura infinita sulla quale ciliegie e frutti rossi sono solo sbuffi di un nettare di una generosità come pochi… Anzi come Domenico. Assorbe gli aspetti più nobili della barrique e non è prodotto ogni anno, ma solo nelle annate migliori. Un rubino così prezioso dal colore delle pietre incastonate su una corona che certamente oggi può indossare solo Cristina, chissà in quale tempo e in quale spazio ma certamente in compagnia del padre.

 

Ho stappato il Percristina 2005, omaggio di Domenico e posso dire che mi sono commossa.

Grazie!